Opinione - 29 luglio 2022

Il clima sta cambiando? Anche le leggi devono cambiare!

Scritto da Bertrand Piccard 4 min lettura

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Ora che sono stati eletti, di cosa si occuperanno i nuovi parlamentari francesi all'Assemblea nazionale? Le leggi. Il loro ruolo è quello di approvare testi legislativi destinati a inquadrare i comportamenti e a garantire la vita nella società, che si tratti di istruzione, sanità, sicurezza, tasse, mobilità e così via.

Ma riusciranno a colmare l'enorme divario che ancora esiste quando si parla di protezione dell'ambiente? Oggi le leggi ci permettono ancora di sprecare energia e risorse naturali, di produrre quanti rifiuti e di emettere quanta CO2 vogliamo. Al punto che gli inquinatori evitano le critiche rispondendo che rispettano gli standard attuali. È vero che ciò che fanno è legale. È questo che deve cambiare.

Perché questo ritardo legislativo? Perché finora non c'erano soluzioni tecniche per fare meglio senza frenare la macchina economica. Chi oserebbe mettere a repentaglio posti di lavoro e PIL per motivi ecologici?

Oggi, per fortuna, non è più così. In Francia esistono centinaia di sistemi, prodotti, materiali, dispositivi, fonti energetiche che permettono di sostituire ciò che inquina con ciò che protegge l'ambiente. Poiché sono efficienti e riducono gli sprechi, migliorano il potere d'acquisto. Questo cambia la situazione. Quando il clima cambia, devono cambiare anche le leggi! Poiché esiste una pletora di soluzioni innovative ed economicamente vantaggiose, è necessario modernizzare le norme e gli standard per facilitare la loro comparsa sul mercato.

Se vogliamo che le aziende francesi si sviluppino e creino posti di lavoro, non è sufficiente spingere le innovazioni con incubatori e borse di studio, ma dobbiamo portarle sul mercato creando un bisogno che incoraggi i consumatori a utilizzarle.

Per questo motivo ho deciso, insieme alla Fondazione Solar Impulse, di lanciare la campagna "Prêt à Voter" (pronti al voto). L'obiettivo? Offrire a deputati e senatori 50 raccomandazioni legislative "chiavi in mano" per modernizzare l'arsenale legislativo, implementare soluzioni concrete troppo spesso sconosciute e dare così all'innovazione il posto che merita in Aula. Non si tratta tanto di divieti quanto di modalità per promuovere comportamenti più virtuosi resi possibili dalla tecnologia: aumentare la quota di soluzioni innovative negli appalti pubblici, promuovere la trasformazione dei rifiuti in materiale da costruzione, recuperare il calore residuo dalle ciminiere delle fabbriche, utilizzare le auto elettriche come accumulatori di energia solare ed eolica, incentivare la geotermia, ridurre l'inquinamento dei motori termici, solo per citarne 7 su 50.

Lungi dal voler sostituire i legislatori, vogliamo facilitare il loro lavoro. Sotto forma di raccomandazioni, presentiamo ipotesi giuridiche e proponiamo azioni adattate alla Francia. I parlamentari avranno così a disposizione una raccolta di proposte innovative e all'avanguardia, in grado di proteggere l'ambiente e di creare posti di lavoro e cogliere nuove opportunità industriali.

La mia esperienza familiare mi ha portato sulla strada del realismo, della ricerca di risultati tangibili indipendentemente dalla propria ideologia. Questo è tanto più importante quando l'Assemblea nazionale non ha una maggioranza assoluta. Che siate di destra o di sinistra, attivisti industriali o verdi, ogni minoranza deve trovare il proprio tornaconto, dal punto di vista sociale, ecologico, economico e della sicurezza. Questo è un altro vantaggio del "Prêt à Voter".

Quando volavo con Solar Impulse, senza rumore e senza carburante, mi è saltato agli occhi il lato arcaico e inquinante della nostra vita quotidiana. L'avventura, ora, deve consistere nel portare il mondo da questo passato inefficiente alla modernità. Per questo è necessario che i parlamentari prendano il controllo. Tocca a loro essere pionieri!


Pubblicato per la prima volta su Les Echos

Scritto da Bertrand Piccard su 29 luglio 2022

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